Vico del Gargano: San Valentino e il borgo dell’amore

Vico del Gargano: San Valentino e il borgo dell'amore

San Valentino si avvicina e come ogni anno si torna a celebrare la festa degli innamorati. Tanti sono i luoghi e le città romantiche adatte per questa occasione, ma Vico del Gargano, in provincia di Foggia è il borgo ideale per passare una giornata con il proprio compagno/a.

Conosciuto anche come il “Borgo dell’amore”, Vico del Gargano celebra il patrono degli innamorati, rendendo la festa di San Valentino unica.

La scelta del patrono

Vico del Gargano è un paese prevalentemente agricolo, rinomato soprattutto per i suoi ulivi e i suoi agrumeti.

Fino al 1618 in questo borgo il patrono era San Norberto e si celebrava il 6 giugno, ma nel 1600 una tremenda gelata danneggiò i prodotti agricoli del paese. Per questo motivo gli abitanti di Vico chiesero di cambiare il patrono per sceglierne uno a protezione degli ulivi e degli agrumeti.

Furono quindi gli abitanti a scegliere San Valentino come patrono, soprattutto perché viene celebrato il 14 febbraio, periodo in cui gli alberi di agrumi hanno bisogno di una maggiore protezione.

San Valentino e le origini della festa

La festa di San Valentino ricade nel periodo in cui la Chiesa Cattolica pose fine alla tradizione pagana dei Lupercali, una celebrazione del Dio della fertilità Luperco.

Nel mese di febbraio, infatti, i sacerdoti di questo rito entravano nella grotta dove la Lupa aveva allattato Romolo e Remo per compiere dei sacrifici propiziatori. Nello stesso periodo, lungo le strade, le donne romane si sottoponevano alle frustate da parte di giovani uomini completamente nudi e devoti al Fauno Luperco.

Per questo motivo, nel 496 d.C. Papa Gelasio, deciso a porre fine a questo rito brutale, instituì la festa degli innamorati il 14 febbraio, giorno precedente del rito dei Lupercali, cercando di proibire ai cristiani di seguire questa celebrazione immorale.

Si racconta che Valentino fosse il Vescovo di Terni e che proteggeva gli innamorati, guidandoli al matrimonio ed incoraggiandoli alla procreazione.

Fù decapitato proprio il 14 febbraio per ordine dell’imperatore Aureliano perché celebrò un matrimonio misto tra una giovane donna cristiana e un legionario romano pagano.

Si dice che questa cerimonia fu celebrata in fretta in quanto la donna era malata, tanto che durante la benedizione i due sposi morirono insieme e subito dopo ci fu il martirio del vescovo Valentino.

La festa di Vico del Gargano

Partiamo subito con il racconto di una leggenda sulle arance del paese.

Si racconta che il succo di questo agrume sia capace di far durare più a lungo la storia d’amore di una coppia, tanto che viene definito “l’elisir dell’amore”.

Questa leggenda deriva proprio dal fatto che le arance di Vico, denominate IGP (Identificazione Geografica Protetta), riescono a durare nel tempo, anche per 30-40 giorni.

Tanto sono importanti che durante i festeggiamenti del patrono, il borgo viene decorato con arance, piante di alloro (come simbolo di prosperità) e da palloncini rossi che formano un cuore.

Vetrine, portoni, balconi, ma anche gli interni delle chiese. Tutto è adornato a festa, ma la decorazione più suggestiva è senza dubbio quella all’interno della Chiesa Madre che circonda la statua del Santo.

La mattina del 14 febbraio viene celebrata la messa e si prosegue con la processione lungo le strade del magnifico borgo medievale per giungere lì, dove gli agrumeti prosperano e dove viene data la benedizione alle arance. Ad accompagnare questa processione, tanta gente e la banda musicale.

Molto particolare è la tradizione di “Vicolo del Bacio”, anch’esso decorato con arance e alloro. Si dice che dopo il bacio nel vicolo, il proprio partner resti fedele per il resto della sua vita e allora perché non approfittarne?

E dopo questo rito, recatevi al pozzo delle promesse dove gli innamorati rinnovano la loro promessa d’amore.

Se vi doveste trovare a Vico del Gargano durante questa festività, non potete infine non assaggiare il famoso “dolce della sposa”, un morbido pan di spagna ricoperto di glassa e la “paposcia”, una specie di pane focaccia ripieno con ciò che si desidera.

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Elena Vizzoca

Ciao! Mi chiamo Elena e sono una fotografa freelance. Ho seguito manifestazioni sportive nazionali e internazionali, concerti, spettacoli e moda. La mia passione per i viaggi mi ha portato ad ampliare il mio sito fotografico, inserendo la sezione travel, dove, attraverso le mie foto, racconto le mie esperienze di viaggio e le mie emozioni.

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