Milano-Torino 2026 a Superga: 150 Anni di Storia

Thomas Pidcock, Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team, crosses the finish line in first place to take the win during the Milano-Torino 2026, on the 150th anniversary edition of the race, at Basilica di Superga in Turin, Italy, on March 18, 2026.

Raccontare la Milano-Torino 2026 a Superga significa immergersi in un evento unico, capace di unire l’adrenalina del ciclismo moderno ai 150 anni di storia della corsa più antica del mondo. C’è un momento preciso in cui lo sport diventa epico: è quando le ruote iniziano a mordere la salita che porta alla maestosa

Il viaggio verso il Colle

La mia giornata è iniziata all’alba. Alle 7:00, insieme a Davide, abbiamo raggiunto la stazione di Torino Lingotto per incontrarci con un collega ed andare con lui in macchina verso la collina torinese.

Il meteo era incerto: una pioggia sottile e un freddo pungente ci hanno accompagnati nelle prime ore della giornata, lasciando poi spazio a un cielo nuvoloso interrotto da rari raggi di sole. Arrivati in cima, la Basilica svettava imponente. Nonostante una leggera foschia che velava l’orizzonte, la vista sulla città era comunque emozionante. Mi è stato detto che da lì su si può vedere tutto Corso Francia fino ad arrivare al Castello di Rivoli. In questa mattinata, tuttavia, non sono riuscita a vederle il corso per via della leggera foschia, ma si distingueva nettamente il Palazzo della Regione, un gigante moderno che osservava la storia dall’alto.

1876-2026: La “Classica” che ha inventato il ciclismo

Nata nel 1876, la Milano-Torino è ufficialmente la corsa ciclistica più antica del mondo. Immaginare i primi pionieri su biciclette primitive, che coprivano la distanza tra le due città, rende l’impresa odierna ancora più incredibile.

Attraversare il traguardo nel 2026 significa celebrare un secolo e mezzo di evoluzione. Per onorare questo legame con il passato, durante le premiazioni è stato consegnato il “Premio Mito 150”, un riconoscimento che trasforma il vincitore di oggi in un erede di quegli atleti d’altri tempi. È una corsa che ha visto passare i più grandi campioni, mantenendo intatto il fascino di “classica” che apre la stagione del grande ciclismo.

Alla scoperta di Superga: tra storia e architettura

Prima che il caos della gara esplodesse, ho dedicato del tempo alla scoperta del luogo. La Basilica di Superga è una meta imprescindibile per chiunque visiti Torino. Progettata dall’architetto Filippo Juvarra e inaugurata nel 1731, la struttura colpisce per la maestosità barocca. Camminare sotto il porticato classico e osservare la cupola, alta 75 metri, permette di percepire l’importanza storica di questo complesso, nato per volere di Vittorio Amedeo II come ex-voto dopo la vittoria del 1706. Esplorarne l’interno significa immergersi in un’eleganza dove la luce gioca con i marmi e le geometrie perfette.

L’anima del Colle: il monumento al Grande Torino

Spostandosi sul retro della Basilica, l’esplorazione conduce al lato più intimo: il monumento dedicato al Grande Torino.

È qui che la storia si fa silenzio. Trovarsi davanti alla lastra commemorativa che riporta tutti i nomi della squadra degli “Invincibili” — che il 4 maggio 1949 perse la vita nello schianto dell’aereo contro il muraglione della Basilica — è un momento che tocca corde profonde. Osservare il monumento circondato da fiori freschi, sciarpe e messaggi lasciati dai tifosi ancora oggi, fa capire come Superga sia un custode di memoria collettiva. È una tappa che ogni appassionato e viaggiatore dovrebbe visitare con profondo rispetto.

L’attesa e il verdetto del traguardo

Terminato il giro esplorativo della Basilica, ci siamo presi un momento per mangiare qualcosa al volo. Solo dopo ci siamo diretti verso la zona dell’arrivo, dove ci siamo posizionati davanti al maxi schermo per seguire le fasi finali della corsa. Osservando le immagini in diretta, è stato impressionante notare la velocità con cui i corridori affrontavano la pendenza del 10%: vederli scattare a oltre 21 km/h su quelle rampe rende l’idea della loro incredibile preparazione atletica.

Quando il monitor ha segnalato l’arrivo imminente, ci siamo preparati. Eravamo ammucchiati sul lato del traguardo, una selva di obiettivi pronti a immortalare il momento. Nonostante la folla, sono riuscita a lavorare in tutta tranquillità e a inquadrare perfettamente il passaggio dei ciclisti.

L’ordine d’arrivo della 107^ edizione ha visto trionfare il britannico Thomas Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), che ha coperto i 174 km in 3h48’45” a una media di 45.639 km/h. Alle sue spalle si sono piazzati il norvegese Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) a 4″ e lo sloveno Primož Roglič (Red Bull – BORA – hansgrohe) a 5″.

© Foto di Elena Vizzoca
(È vietata la riproduzione e l’utilizzo delle immagini senza autorizzazione.)

Le parole del campione

Come riportato dai canali ufficiali della corsa, pochi secondi dopo aver tagliato il traguardo Thomas Pidcock ha commentato la sua prestazione sottolineando quanto il livello del ciclismo attuale sia alto:

“È stata una corsa strana, sembrava quasi di essere alla prima gara dell’anno. Ho patito più volte le accelerazioni, per fortuna nel finale avevo ciò che serviva per vincere. Tra gli attacchi che mi hanno messo più in difficoltà ci sono stati quelli di Roglič. È difficile da interpretare, perché si muove sempre senza alzarsi dai pedali. È una vittoria molto importante, non è facile riuscire ad imporsi in questo ciclismo sempre più competitivo, quindi sono molto soddisfatto”.

© Foto di Elena Vizzoca
(È vietata la riproduzione e l’utilizzo delle immagini senza autorizzazione.)

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Elena Vizzoca

Ciao! Mi chiamo Elena e sono una fotografa freelance. Ho seguito manifestazioni sportive nazionali e internazionali, concerti, spettacoli e moda. La mia passione per i viaggi mi ha portato ad ampliare il mio sito fotografico, inserendo la sezione travel, dove, attraverso le mie foto, racconto le mie esperienze di viaggio e le mie emozioni.

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