Come già accennato nell’articolo “Il Molise: Termoli tra feste tradizionali e cultura” il 3 e il 4 agosto viene celebrato il Santo protettore dei pescatori della città di Termoli, San Basso.
Una festa molto sentita dai termolesi, ma anche molto caratteristica per via della sua processione a mare.
Le origini di San Basso
Le origini del Santo sono incerte in quanto esistono pochissimi documenti a riguardo, ma ciò che si sa per certo è che le sue reliquie vennero trovate nel 1760 in fase di alcuni lavori all’interno della Cattedrale.
Infatti, durante gli scavi per porre l’altare maggiore, furono rinvenute delle spoglie attribuite al Santo Patrono. Da alcuni documenti si evince che era stato posto nella “Grotticella”, ai piedi dell’altare, per proteggerlo dai continui assalti dei Saraceni.
Secondo alcune leggende, si afferma che San Basso fosse il Vescovo di Lucera martirizzato intorno al 1100 e le cui spoglie furono trafugate dai termolesi.
Ma la leggenda più seguita è quella del Vescovo di Nizza, martirizzato e poi gettato dai Normanni a mare, come da tradizione. Da lì fu trasportato dalla corrente marina fino a Termoli dove fu poi ritrovato dai pescatori nel mese di dicembre.
Ecco quindi che da quest’ultima leggenda nasce la festa di San Basso, un Santo protettore dei pescatori, un Santo venerato per chiedere la protezione dai pericoli del mare e per la buona riuscita del pescato.
La festa di San Basso
3 – 4 agosto
La festa inizia il 3 agosto quando, la mattina presto, viene celebrata la messa solenne nella Cattedrale di Santa Maria della Purificazione.
Dopo la benedizione, viene quindi prelevata la statua del Santo e portata in processione fino al porto dove verrà poi fatta salire sulla barca dei pescatori designata tramite un sorteggio.
La fase del sorteggio, che avviene nei giorni precedenti, è un momento molto importante perché ogni pescatore desidera portare il Santo sulla propria imbarcazione. Un avvenimento di grande orgoglio e forti emozioni.
Una volta posto il Santo sulla barca adornata con drappi rossi e bandierine, inizia la vera e propria processione via mare, seguita da diverse imbarcazioni e dagli altri pescherecci, tutte adornate a festa e cariche di fedeli per omaggiare il santo.
Lo spettacolo viene arricchito dalla musica della banda, dagli inni religiosi e dai canti popolari provenienti dalle imbarcazioni.
Il momento più importante è quando viene gettata una corona di fiori in mezzo al mare, nel punto preciso in cui si dice di aver ritrovato il sarcofago di marmo del Santo e da quel momento si elevano le trombe e le sirene di tutte le imbarcazioni per omaggiare il patrono.
La processione procede lungo i due litorali della costa adriatica termolese (nord e sud) su cui i fedeli rimasti a terra attendono l’arrivo del Santo in segno di affetto e fede. Se vi capita di trovarvi durante questa festa, noterete anche che per tradizione, i termolesi non fanno il bagno durante questo giorno perché secondo alcune credenze c’è il rischio di annegamento.
La sera la statua del Santo viene posta nel Mercato Ittico, luogo significativo per i pescatori, su un altare adornato a festa con drappi rossi e fiori in attesa della visita dei fedeli.
Il giorno seguente nel tardo pomeriggio e dopo la messa solenne, il santo viene portato in processione lungo le strade della città per poi essere ricondotto nella cattedrale. A chiudere la serata lo spettacolo dei fuochi pirotecnici.
Di solito la festa viene accompagnata da musica, bancarelle e diversi eventi organizzati.
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