Los Reyes Magos, l’antica tradizione dei Re Magi in Spagna

Los Reyes Magos, l'antica tradizione dei Re Magi in Spagna

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Il Natale è passato così come è giunto il nuovo anno e come di consueto la festa di chiusura di questo ciclo natalizio è l’Epifania.

In Italia infatti il 6 gennaio giunge una simpatica vecchina con le scarpe tutte rotte che porta i doni, prevalentemente dolci, a tutti i bambini buoni e il carbone a quelli cattivi.

Ma non sto qui a raccontarvi la tradizione della Befana, bensì vorrei soffermarmi su una festa molto sentita in Spagna.

Sì perché negli stessi giorni, tra il 5 e il 6 gennaio, prendere il via “El dia de Los Reyes Magos”, ossia il giorno dei Re Magi.

La storia dei Re Magi e della Befana

“Dov’è il re dei giudei che è nato? Poiché abbiamo veduto la sua stella in Oriente, e siamo venuti ad adorarlo.”

Matteo – 2, 2-3

Secondo il Vangelo di Matteo, c’erano tre Re che, esperti in astronomia e osservando il cielo, videro apparire una stella cometa.

I tre Re, Gasparre, Melchiorre e Baldassarre vivevano lontani tra loro e, secondo l’oracolo di Balaam, interpretarono questo segno come la nascita del Re dei Re. Si incamminarono, dunque, per portare dei doni al nuovo nato.

I tre Re si incontrarono lungo il cammino e proseguirono il loro viaggio insieme, avendo come guida la stella cometa.

Durante il percorso però persero di vista la stella e si recarono dal re Erode per ottenere informazioni. Quest’ultimo, che voleva rimanere l’unico sovrano, disse loro che non sapeva nulla di questo nuovo Re dei Re, ma che una volta trovato lo avrebbero dovuto avvisare.

Fortunatamente i tre Re riuscirono a ritrovare la stella cometa che li condusse ad una grotta dopo ben 13 giorni dalla nascita. Al suo interno un padre, una madre, il Bambin Gesù, un asinello e un bue a riscaldare la stalla.

I doni che offrirono a Gesù avevano dei significati ben specifici. L’oro perché era riservato ai Re, l’incenso per simboleggiare la sua natura divina e la mirra, usata nel culto dei morti, in quanto Gesù era uomo e quindi mortale.

La Befana

Esiste anche un’altra leggenda in cui si dice che i Re Magi fecero una piccola variazione in una casa dove viveva una vecchietta di brutto aspetto. Qui loro vi riposarono e il giorno seguente chiesero alla vecchietta di andare con loro ad omaggiare il Re dei Re. L’anziana signora rifiutò ma dopo che i Magi andarono via, si pentì e decise di incamminarsi per portare i doni a Gesù.

Non sapendo dove andare iniziò a bussare a tutte le porte, consegnando ad ogni bimbo i dolci, con la speranza di trovare Gesù.

La tradizione de Los Reyes Magos e la cabalgata

Nota: Le foto che vedrete in seguito sono state prese da un giornale online canario, perché purtroppo il giorno della festa lavoravo.

La tradizione vuole che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio arrivano i Re Magi casa per casa per lasciare i doni ai bambini.

Infatti nei giorni precedenti i bimbi scrivono le letterine a Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e le consegnano agli emissari.

Questa tradizione è molto sentita, tanto da organizzare la famosa “Cabalgata de Los Reyes Magos”, durante la quale viene eseguita una vera e propria parata, tra costumi colorati, balli e carri allegorici.
Al seguito Gasparre, Melchiorre e Baldassarre sul dorso di cammelli che regalano piccoli doni e dolci ai bambini.

I carri sono solitamente ispirati a personaggi infantili e a completare la sfilata, una banda che suona e canta canzoni natalizie.

Un giorno di festa come solo gli spagnoli sanno fare, all’insegna di colori, balli, canti e tanti sorrisi per allietare il numeroso pubblico.

Dopo la cabalgata i bambini vanno a letto presto per ricevere i loro doni. Una cosa da non dimenticare è di sistemare sul davanzale acqua e pane per i cammelli.

Il 6 gennaio, si scartano dunque i regali e si festeggia in famiglia con tante leccornie.

Il Roscón de Reyes, il dolce tipico dell’Epifania

Questo tipico dolce natalizio a forma di ciambella si prepara prevalentemente per la festa del 6 gennaio a Tenerife e nel resto della Spagna.

Le sue origini sono pagane e si usava in occasione delle feste invernali romane per eleggere il re della festa.

È una torta molto semplice, decorata con frutta candita, granella di mandorle e granella di zucchero. Può anche essere tagliata a metà e farcita con panna montata.

Una particolarità di questo dolce è che all’interno dell’impasto c’è una “sorpresa”, una fava secca.

La tradizione di questo dolce arrivò prima in Francia e poi si estese sulle tavole del Re Filippo V di Spagna. Si racconta che chi riusciva a trovare la fava, venisse nominato re per un giorno e potesse dare gli ordini ai ministri e dare dei consigli agli ambasciatori.

Ad oggi la fava è stata sostituita con una statuina o un piccolo giocattolo e il Roscón de Reyes viene di solito accompagnato da una corona di carta da mettere in testa al Re per un giorno.

Chi riesce a trovare la sorpresa si dice che avrà fortuna durante tutto il nuovo anno.

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Elena Vizzoca

Elena Vizzoca

Ciao! Mi chiamo Elena e sono una fotografa freelance. Ho seguito manifestazioni sportive nazionali e internazionali, concerti, spettacoli e moda. La mia passione per i viaggi mi ha portato ad ampliare il mio sito fotografico, inserendo la sezione travel, dove, attraverso le mie foto, racconto le mie esperienze di viaggio e le mie emozioni.

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