Dal primo all’ultimo giorno, il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 si è presentato come una macchina culturale in costante movimento. Padiglioni affollati, sale eventi piene, ingressi continui e flussi di pubblico che cambiano direzione senza sosta. L’esperienza del Salone si costruisce così come una sequenza di eventi, incontri e presenze che convivono nello stesso tempo e nello stesso spazio.
L’edizione 2026 del Salone ha occupato circa 147.000 metri quadrati di area espositiva, articolati tra cinque padiglioni e il Centro Congressi. Una distribuzione pensata per accogliere un programma fitto di appuntamenti e una presenza costante di visitatori lungo l’intera durata della manifestazione.

Il Salone del Libro non è soltanto una fiera editoriale, ma un sistema di eventi sovrapposti. In ogni momento, mentre una sala ospita un incontro, nelle immediate vicinanze ne iniziano altri. La scelta non è mai se seguire qualcosa, ma cosa lasciare indietro.
Nel corso dei cinque giorni si sono alternati scrittori, artisti, musicisti, giornalisti, sportivi e figure istituzionali, restituendo l’immagine di una cultura aperta, in dialogo costante con il presente.
I protagonisti della scena culturale

Tra i nomi internazionali più attesi figuravano Zadie Smith ed Emmanuel Carrère, accanto a voci centrali della narrativa e del dibattito culturale italiano come Roberto Saviano, Alessandro Barbero, Alberto Angela e Sandro Veronesi.
Ampio spazio anche al racconto mediatico e pop della cultura con Luciana Littizzetto, protagonista di una serie di incontri che hanno riunito ospiti provenienti da ambiti diversi, tra cui Mara Maionchi, Alfa e Malgioglio, contribuendo ad alcune delle sessioni più seguite dell’intero programma.



Cinema, musica e sport dentro il libro

Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 ha confermato la propria natura trasversale ospitando figure del cinema e dello spettacolo come Paola Cortellesi, Luca Zingaretti, Claudio Santamaria, Lino Banfi e Fiorello, insieme a protagonisti della musica come Brunori Sas, Jovanotti, Ligabue e Luca Carboni.
Lo sport è entrato nel racconto editoriale come esperienza umana e simbolica, con la presenza di Roberto Baggio, Alberto Tomba, Valentina Vezzali e Arianna Fontana.
Accanto ai protagonisti sul palco, l’elemento costante del Salone è stato il pubblico. Lettori in attesa fuori dalle sale, studenti seduti a terra con il programma tra le mani, famiglie in movimento tra padiglioni e stand editoriali.
Gli spazi espositivi hanno mantenuto un flusso continuo di visitatori, confermando il ruolo del Salone come luogo di incontro diretto tra editoria e lettori, oltre la semplice dimensione fieristica.





Il tutto esaurito all’Auditorium con Bernie Sanders

Tra gli appuntamenti più seguiti della manifestazione, l’incontro con Bernie Sanders ha rappresentato un caso a sé. L’evento, ospitato nell’Auditorium del Centro Congressi – la sala più grande del Salone, con circa 1.900 posti – è stato l’unico appuntamento a registrare il tutto esaurito in quello spazio.
Il sold out ha reso necessario l’utilizzo anche delle sedute normalmente non destinate al pubblico, comprese quelle dietro il palco, solitamente riservate al coro.
L’incontro era legato alla presentazione del suo ultimo libro, Contro l’oligarchia, in cui Sanders affronta il tema delle disuguaglianze economiche e della concentrazione del potere nelle democrazie contemporanee. Il Salone del Libro è diventato così il contesto di una presentazione editoriale con una forte dimensione politica e civile.
L’ingresso del senatore è stato accompagnato da una regia scenografica: un video introduttivo ne raccontava l’arrivo al Salone e l’incontro con le persone, seguito da un’ovazione del pubblico. Raggiunto il leggio, Sanders ha tenuto il suo intervento davanti a una platea già seduta. Solo al termine del discorso lui, l’interprete e il moderatore si sono accomodati per il dialogo conclusivo.

Oltre la fiera
Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 si conferma uno spazio in cui l’editoria diventa punto di partenza per raccontare la contemporaneità. Non solo libri, ma linguaggi, persone, immagini e prospettive che si sovrappongono.
Raccontarlo significa attraversarlo senza fermarsi, osservando ciò che accade sui palchi come nei corridoi, nei grandi eventi come nei passaggi laterali. È in questo movimento continuo che il Salone rivela la sua natura più autentica: quella di un luogo in cui la cultura non viene esposta, ma vissuta.

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