Il concerto di Clementino a Termoli ha trasformato l’Arena del Mare 42°15° nel centro pulsante della festa patronale di San Basso, regalandoci una serata di musica dal vivo carica di energia e partecipazione. Il 5 agosto la città adriatica ha vissuto uno dei momenti più attesi di tutta la stagione estiva, accogliendo il rapper campano per la chiusura dei festeggiamenti dedicati al Santo Patrono.
Seguire da vicino gli eventi di musica dal vivo significa spesso trovarsi a raccontare non solo quello che accade sul palco, ma soprattutto le dinamiche che si creano tra la scena e chi ascolta. Con Clementino questo scambio è immediato, viscerale e privo di qualsiasi filtro.
L’inizio dello show e il ritmo della serata
L’apertura della serata ha chiarito fin dai primi minuti l’impronta dello spettacolo: ritmiche serrate, rime affilate e un controllo dei tempi scenici ormai consolidato in anni di tournée. Clementino, supportato da una formazione solida e precisa, ha impostato la scaletta unendo i pezzi storici che ne hanno segnato il percorso artistico alle pubblicazioni più recenti.
La risposta dell’Arena del Mare non si è fatta attendere. Fin dalle battute iniziali la platea ha accompagnato ogni brano, trasformandola in un unico blocco che ballava e cantava all’unisono. L’artista ha saputo alternare la potenza dei pezzi rap a passaggi di puro intrattenimento, dimostrando una versatilità rara nel gestire piazze così eterogenee.
Il contatto con il pubblico: fuori dagli schemi

(È vietata la riproduzione e l’utilizzo delle immagini senza autorizzazione.)
Se un live si misura anche dalla capacità di rompere le barriere fisiche e concettuali del palco, la tappa molisana ha offerto una dimostrazione pratica di cosa significhi stare in mezzo alla propria gente. A metà esibizione la distanza tra l’artista e la transenna si è annullata: Clementino è sceso dal palco una prima volta per camminare in equilibrio lungo il bordo delle balaustre, cantando a diretto contatto con le prime file.
L’episodio centrale dello show, tuttavia, si è verificato poco dopo. Senza fermare la musica, il rapper è sceso nuovamente dalla struttura per immergersi completamente tra la folla. Ha attraversato a piedi una porzione consistente dell’Arena del Mare, facendosi strada tra le persone, stringendo mani e continuando a performare senza perdere la misura del tempo. Un’azione d’impatto che ha spostato l’asse visivo dell’intero evento dal palcoscenico al cuore stesso della platea.
La chiusura di San Basso tra freestyle e tradizione
Tra parentesi dedicate al freestyle su impronta estemporanea e continui riferimenti all’accoglienza locale, la serata si è avviata verso la conclusione mantenendo costante il livello di attenzione. La combinazione tra l’attitudine street dell’artista e la cornice tradizionale delle festività sanbassiane ha dato vita a un equilibrio riuscito, capace di unire generazioni diverse sotto la stessa cassa dritta.
La festa patronale si chiude così con un bilancio ampiamente positivo per la programmazione estiva della città. Restano le immagini di una piazza piena, di una comunità che si ritrova e di un concerto dove la musica è tornata a essere, prima di ogni altra cosa, presenza e condivisione.
Clementino | © Foto di Elena Vizzoca
(È vietata la riproduzione e l’utilizzo delle immagini senza autorizzazione.)
Non perdere anche gli altri articoli della rubrica Eventi Live e non dimenticare di attivare la campanella per essere sempre aggiornato sui nuovi contenuti.
- Elisa incanta Torino: un concerto che va oltre la musica
- Lucio Corsi all’Arena del Mare di Termoli: cronaca di un’estate d’autore
- Jovanotti infiamma Vasto con il Jova Beach Party 2022
- Forever: the best show about the King of Pop
- Giorgio Vanni in concerto
- Emma Marrone 3.0
