Il MACTE, Museo di Arte Contemporanea di Termoli

Tempo stimato di lettura: 32 minuti

Dopo aver conosciuto Termoli, il borgo e i suoi piatti tipici, andiamo a scoprire una realtà giovane, ma di grande valore e che io e Davide abbiamo visitato nello scorso fine settimana, il MACTE, Museo di Arte Contemporanea di Termoli.

Inaugurato nel febbraio 2019, la Fondazione Macte, in collaborazione con il Comune e con la Emi Holding S.p.A., presenta un’esposizione permanente di Arte Contemporanea e ha come obiettivo la promozione della cultura e la crescita responsabile e sostenibile dei territori nei quali opera.

Oltre alla mostra permanente, il Macte organizza diversi eventi, mostre e attività educative per le scuole, offrendo diversi metodi di apprendimento in base anche al diverso tipo di pubblico.

In aggiunta alle visite, vengono quindi proposte anche attività di laboratorio per scopi didattici, come ad esempio il “Museo dei Bambini” in cui i più piccoli dovranno partecipare ad un “gioco”. Osserveranno le opere esposte, ne sceglieranno una per poi ridisegnarla, darle un nuovo titolo e firmarla. Diventeranno dei veri e propri artisti!

Organizzano inoltre iniziative per i bambini come i “Libri creativi“, le “Ore di colore” e tante altre belle esperienze, ma anche per gli universitari che potranno effettuare il loro tirocinio presso il museo.

Il MACTE

Ospitati dalla direttrice Caterina Riva, io e Davide siamo stati accolti nel museo dalla coordinatrice Nadia Vitone e dalla responsabile alla didattica Amalia Vitale che ci hanno guidato e spiegato gentilmente la storia del Macte, la mostra attualmente allestita e le opere esposte.

Il museo, il primo in Molise dedicato all’arte contemporanea, è una struttura di circa 500 mq realizzata su un vecchio mercato rionale e su cui è stata fatta una grande opera di riqualificazione. Attualmente è fase di espansione, verrà infatti realizzata una nuova area in cui verrà allestita la prima biblioteca d’arte del Molise.

Il Macte è composto da una sala centrare di forma circolare davvero bella e da diverse stanze in cui un tempo c’erano i banchi per la vendita del pesce e dove, dopo un’attenta riqualificazione, attualmente vengono esposte le opere.

Il 62mo Premio Termoli

Fino al 29 agosto 2021 il Museo di Arte Contemporanea di Termoli ospita le opere che partecipano al 62mo Premio Termoli, una delle manifestazioni più longeve nel panorama italico che, dal 1955, ha portato alcuni degli artisti più importanti del secondo ‘900. Queste opere, testimonianza del loro passato, compongono oggi la collezione permanente del MACTE.

Dal 1960 questo premio annuale di Arte Contemporanea diventa una vera e propria ricognizione della ricerca artistica in Italia, grazie all’impegno di Achille Pace e alla collaborazione di personaggi illustri come Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Maurizio Calvesi, Luciano Caramel, Lara Vinca Masini, Filiberto Menna e molti altri.

E’ grazie a questo premio se negli anni la collezione preziosa del MACTE va sempre più a consolidarsi, una collezione che rappresenta un caso d’eccellenza in Italia per tutto l’ambito di ricerca che va dal post-informale all’astrattismo, dalla nuova figurazione all’arte cinetica e programmata.

Attualmente la collezione è composta da 470 opere, in gran parte dipinti su tela, ma anche sculture realizzate con diverse tecniche e materiali. Tra gli artisti cito Carla Accardi, Riccardo Baruzzi, Mirella Bentivoglio, Benni Bosetto, Dadamaino, Tano Festa, Bice Lazzari, Sergio Lombardo, Gino Marotta, Gastone Novelli, Achille Perilli, Mario Schifano, Giulio Turcato, Giuseppe Uncini, Nanda Vigo.

Dal 2016 questo evento è diventato un appuntamento biennale e oggi è per la prima volta integrato nell’attività di tutela e valorizzazione del museo, nato proprio dalla collezione di queste opere, acquisite attraverso il Premio Termoli.

Inoltre per la prima volta questo premio viene organizzato dal MACTE e, oltre alla sezione “Arti Visive” si arricchisce anche di una nuova sezione, “Architettura e Design”, ideata da Laura Cherubini, critica, curatrice e storica dell’arte.

La mostra verrà ospitata, come detto anche prima, fino al 29 agosto quando, nel corso del “finissage” alle ore 19.30, verranno annunciati i vincitori delle due sezioni, scelti da quattro curatori selezionatori, tra i quali Laura Cherubini, Caterina Riva e Andrea Villani.

Il giorno precedente, invece, il 28 agosto alle ore 18.00, l’artista in concorso nella Sezione Arti Visive, Bruna Esposito, presenterà al pubblico la sua performance “Oro Colato – As the gospel truth”, realizzata insieme alla poetessa Paola D’Agnese.

"Oro Colato – As the gospel truth" di Bruna Esposito
“Oro Colato – As the gospel truth” di Bruna Esposito

Qui dove tace

Una delle poesie di Paola D’Agnese presentate con l’opera Oro Colato
 Qui dove tace ogni voce e muore il vento.

Per lasciar terra a un nuovo genere
d'odio per costruire ancora
trappole ingenue congegni scintillanti.

Si è dissipato lentamente
il capitale dei sogni sotto il segno
di nostalgie inesprimibili
sotto lo spazio muto di un ricordo.

L’opera vincitrice delle Arti Visive entrerà a far parte della mostra permanente del museo, mentre quella della sezione Architettura e Design, alla quale hanno partecipato oltre 200 progettisti da tutto il mondo, farà parte del piano di riqualificazione della città di Termoli per la realizzazione di una pensilina per la sosta degli autobus della città.

La nostra visita al MACTE

La visita è stata molto piacevole e abbiamo trovato delle opere davvero belle. Grazie ad Amalia, la responsabile didattica del museo, siamo riusciti ad entrare a pieno nell’opera, comprendendone il significato profondo che gli artisti hanno voluto trasmettere.

Il primo percorso che abbiamo seguito è stato quello nella sezione delle Arti visive dove abbiamo trovato opere come quella di Gilberto Zorio e la sua “Stella di terracotta con memoria“. Un’arte povera che si muove liberamente nello spazio, non è statica, ma libera. Un’arte in cui vengono utilizzati appunto materiali poveri come terracotta, acqua, pietra, legno, sabbia e così via…

Lui è solito realizzare delle stelle che allestisce al soffitto, a terra, gioca con trasformazioni chimiche e utilizza delle ampolle per far giocare appunto i colori e muovere quest’arte. E’ un’arte che vive, come se fosse un organismo vivente e questo l’ho piacevolmente constatato quando mi sono trovata al cospetto della sua installazione.

Una grande stella realizzata in terracotta che non appena si è spenta la luce si è illuminata grazie all’utilizzo del fosforo. Davvero suggestiva!

“Stella di terracotta con memoria” di Gilberto Zorio a luci accese
“Stella di terracotta con memoria” di Gilberto Zorio a luci spente

Un’altra opera tra le tante, cito quella di Matteo Fato, artista molto quotato e che ha esposto in diversi musei italiani. La sua installazione si chiama “Pitture Naturali“, composta da un dipinto su tela allestita in modo particolare.

La tela non viene presentata appesa al muro, come siamo di solito abituati a vedere, ma è posta all’interno della sua cassa di trasporto. Inoltre il visitatore non vedrà il dipinto in modo frontale, ma leggermente trasversale. Questo perché l’artista invita il visitatore ad avvicinarsi all’opera e a guardarla lateralmente per apprezzarne la materia, il colore ed osservarla da vari punti di vista.

“Pitture Naturali” di Matteo Fato
“Pitture Naturali” di Matteo Fato
Testo per l’opera “Pitture Naturali”, scritto da Gianni Garrera

Inoltre, c’è anche un retro dove abbiamo trovato una versione più piccola del dipinto allestito sempre all’interno della sua cassa di trasporto e due schizzi che sembrano uguali, ma sono simili e richiamano il funzionamento dello stereoscopio, strumento del 1920, dal quale è possibile ammirare il paesaggio dipinto in modo tridimensionale. Quindi un altro punto di vista ancora del paesaggio rappresentato. Infine c’è uno stampato di Gianni Garrera, noto traduttore italiano punto di riferimento per le traduzioni di Kierkegaard, su cui c’è un testo scritto proprio in occasione di questa opera.

E così tante altre opere tra installazioni, dipinti, sculture e quant’altro di cui lascio a voi la curiosità della scoperta quando e se visiterete il museo.

“Newsfloor” e “Foreigners Everywhere” di Claire Fontaine

Consiglio vivamente di approfittare della visita guidata, durante la quale riceverete delle spiegazioni sulle opere esposte. Solo così riuscirete a comprenderne il vero significato e a conoscere lo stato d’animo che gli artisti hanno riversato con grande maestria sulle loro opere.

Dalla sezione Arti visive, siamo poi passati a quella di Architettura e Design dove abbiamo trovato 9 monitor che mostrano i progetti delle pensiline. Da quasi 200 candidati da tutto il mondo, ne sono stati selezionati 27, ritenute le più meritevoli per innovazione, avanzamento tecnologico e sostenibilità ecologica e, come detto sopra, partecipano al Premio Termoli per la progettazione di una pensilina per la fermata dei bus di Termoli.

Su ogni monitor troverete 3 progetti ognuno con una piccola spiegazione sul perché è stato realizzato in quel modo, sui materiali utilizzati e un rendering di Termoli e della pensilina. Quindi per poter partecipare a questo premio, i progettisti hanno dovuto studiare la città, capire quali materiali utilizzare e come abbinare il progetto al contesto cittadino. Molti ad esempio si sono ispirati al trabucco, altri al borgo e così via.

Al termine della visita avete poi la possibilità di votare le opere che più vi sono piaciute, sia della sezione Arti visive che quella di Architettura e Design.

Sezione Architettura e Design

Progetti Futuri: la mostra di Lisetta Carmi. Voci allegre nel buio

Tra i progetti futuri, voglio segnalare la mostra “Lisetta Carmi. Voci allegre nel buio” che si terrà dal 15 settembre 2021 al 16 gennaio 2022 presso il MACTE, Museo di Arte Contemporanea di Termoli.

A cura di Luigi Fassi e Giovanni Battista Martini, la mostra presenta il lavoro di una delle fotografe italiane più importanti del Novecento: un progetto ambizioso, testimone di un sentire comune, e di un paesaggio naturale e antropologico condiviso tra Sardegna e Molise.

La mostra sarà composta da 70 fotografie realizzate da Lisetta Carmi tra il 1962 e il 1976 in Sardegna che, insieme a materiali d’archivio inedito, compongono un racconto capace di travalicare i confini geografici.

“Grazie a questa mostra costruiamo un ponte metaforico tra Sardegna e Molise reso possibile dalle straordinarie immagini realizzate da Lisetta Carmi e dall’attenta curatela di Luigi Fassi e Giovanni Battista Martini. Sono felice che un nuovo pubblico possa scoprire il lavoro di una figura centrale del Novecento italiano, e abbracciare con lo sguardo un paesaggio naturale, sociale e antropologico comune”

Caterina Riva, Direttrice del MACTE

La mostra sarà concentrata sui tratti comuni che caratterizzano il paesaggio del Sud Italia. Le fotografie del paesaggio che si modifica con l’intervento umano, dei corsi d’acqua, della pastorizia e della montagna si accompagnano a ritratti di vita sociale, di lavoro e di celebrazioni.

Foto di Lisetta Carmi. “Orgosolo, uscita dalla chiesa”
Foto di Lisetta Carmi. “Fabbrica di sughero, tamponi”

Inoltre due delle sale del MACTE ospiteranno una selezione delle opere della mostra permanente del museo che articolano diverse interpretazioni di “paesaggio” come quelle nelle opere della Collezione del Premio Termoli di Elisa Montessori, Bianca Santilli, Mario Schifano e Giulio Turcato.

Informazioni utili

Dove si trova

MACTE, Museo di Arte Contemporanea di Termoli
Via Giappone – 86039 Termoli (CB)

Il Museo MACTE si trova in via Giappone, a poca distanza dal centro di Termoli, ben collegato con la stazione Ferroviaria di Termoli e a poco più di 1 km dall’autostrada A14.

Contatti

Sito web: www.fondazionemacte.com
E-mail: info@fondazionemacte.com
Telefono: +39 0875 808025

Orari

Da Mercoledì a Domenica
10–13, 15–19

Biglietti

Dal 6 agosto per la visita al museo è richiesto il Green Pass.

La visita al Museo è temporaneamente gratuita.

Per gruppi superiori alle 8 persone si chiede la cortesia di avvisare il museo con almeno due giorni di anticipo.

Visite guidate

Le visite guidate si svolgono in lingua italiana e durante i giorni e le ore di apertura del museo.

Costo

3,00
 € A persona
5,00
 € Coppia
10,00
 € Gruppo (fino a 5 pax)

Prenotazione obbligatoria
almeno con due giorni di anticipo rispetto alla visita guidata.

📌 Salva questo post su Pinterest

Il MACTE,  Museo di  Arte Contemporanea  di Termoli - Condividi su Pinterest
Il MACTE,  Museo di  Arte Contemporanea  di Termoli - Condividi su Pinterest

Potebbero interessarti anche gli articoli sul Molise:

5 2 Voti
Ti piace l'articolo?
Condividi su:
Elena Vizzoca

Elena Vizzoca

Ciao! Mi chiamo Elena e sono una fotografa freelance. Ho seguito manifestazioni sportive nazionali e internazionali, concerti, spettacoli e moda. La mia passione per i viaggi mi ha portato ad ampliare il mio sito fotografico, inserendo la sezione travel, dove, attraverso le mie foto, racconto le mie esperienze di viaggio e le mie emozioni.

guest
www.miosito.it
Do il mio consenso per la raccolta dei miei dati (nome, e-mail e sito web) per il prossimo commento.
19 Commenti
I più vecchi
I più nuovi I più votati
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
Privacy e Cookie Policy
19
0
Ciao, mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Perché non mi lasci un commento?x
()
x